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Fiducia incondizionata nei giovani: l’impegno di Lucio Fumagalli nella Fondazione Marco Vigorelli

Lucio Fumagalli è stato tra coloro che più fortemente hanno voluto la Fondazione Marco Vigorelli, ha contribuito a crearla con la sua personale generosità di tempo e di risorse e l’ha presieduta dal 2010 al 2013.

Il suo contributo si è espresso fin dall’inizio nel Consiglio d’Amministrazione e nella consulenza scientifica ai progetti implementati ed è stato per noi radicale nel senso etimologico del termine, cioè ha costituito le prime radici di questo seme fecondo che continua a germinare.

La sua convinzione che Marco Vigorelli fosse un soggetto di cui conservare la memoria, per mantenerne dinamica l’eredità professionale e umana, ha fatto sì che la loro amicizia sia rimasta un continuo richiamo anche per chi ha poi dato seguito alle sue indicazioni iniziali.

A Lucio non dobbiamo solo la costituzione dell’archivio storico di Marco e la pubblicazione di vari volumi che hanno promosso la conoscenza e l’eredità di pensiero di quel suo collega che aveva dato un’impronta alla consulenza bancaria nell’Italia degli anni Novanta, ma anche l’originalità e l’audacia dello sviluppo della Fondazione stessa, come cerniera tra il mondo della ricerca e della cultura e il mondo delle aziende, ponte tra visioni di futuro e le problematiche a volte stringenti dei contesti organizzativi sociali e produttivi.

Ricordo che durante la pandemia del 2020 avevamo condiviso il desiderio di non smettere di incoraggiare i giovani e gli imprenditori a guardare a quello che sarebbe dovuto venire, a quello che si doveva creare, dati i cambiamenti inevitabili che sarebbero succeduti all’evento sconvolgente di un mondiale lock-down. Perciò con lui creammo il workshop “visioni di futuro” che ci fece compagnia e ci spronò a guardare oltre la crisi e dalla crisi, a partire da quello che ci radica, che ci identifica come soggetti creativi e responsabili. Lucio ci ha insegnato a non spaventarci, a non restare paralizzati nello spavento o nell’abbattimento davanti alle sfide nuove o imprevedibili che la complessità del mondo contemporaneo ci porge. Aveva un amore appassionato per la novità di bene che poteva sbocciare dalle persone e dalle reti relazionali che sapeva continuamente costituire e implementare intorno a sé, ma soprattutto aveva un occhio sempre rivolto alla crescita dei giovani e all’ascolto delle prospettive che potevano venire da loro, con una fiducia incondizionata nell’umanità di cui sono portatori.

Con Lucio non abbiamo mai sentito di dover attraversare dei gap, né di genere né generazionali, perché riconosceva le differenze e le sapeva apprezzare mettendosi lui stesso nella posizione del ponte, che unisce aprendo alle parti diverse spazi per nuove esplorazioni.

Lucio alzava sempre l’asticella, era esigente, ma allo stesso tempo sempre grato e contento di quanto il lavoro potesse arricchire anzitutto le relazioni, il pensiero, il cuore e la cura per questo nostro mondo. E mentre ci alzava la palla perché potessimo continuare a giocare, sapeva bene che la vera partita era quella che giocava davanti al suo Dio che con grande riserbo e tantissima onestà tutti sapevamo essere, insieme alla sua famiglia, al centro del suo cuore.

Autore

  • Presidente della Fondazione Marco Vigorelli dal 2013. PhD in Filosofia e PhD in Teologia, ha studiato a Milano, Roma e Oxford. Insegna Teologia sistematica presso la Pontificia Università della Santa Croce (Roma). Il suo principale campo di ricerca è il rapporto tra discorso filosofico e scienza teologica, nella tarda antichità come nella società postmoderna. Nel dedicarsi al suo lavoro accademico, si è preoccupata di promuovere il dialogo tra le discipline e svariati progetti a livello locale e internazionale in risposta alle povertà educative. Da suo padre ha ereditato una particolare attenzione per la formazione professionale dei giovani e i rapporti tra accademia e mondo del lavoro.