Scomparsa delle madri e donne equilibriste: un’opportunità per ri-scoprire la paternità nella ri-conciliazione lavoro e famiglia

1. Alla ricerca di una svolta culturale

Questo contributo ha attraversato percorsi accidentati prima di essere presentato in questa veste. Siamo partiti da un confronto: la lettura dei dati su mercato del lavoro e natalità e su matrimoni e conciliazione lavoro famiglia. Questi dati ci hanno confermato l’equazione, forse scontata, di quanto, all’aumentare della presenza delle donne sul mercato del lavoro, diminuisca il numero di figli e di quanto, in presenza di politiche di conciliazione lavoro famiglia, il numero dei matrimoni cresca. Dire che le donne lavorano ancora in un mondo professionale troppo “disegnato” su modelli maschili appare riduttivo della questione, perché presuppone, ad esempio, che sia la donna a doversi necessariamente adattare al modello maschile, come se fosse il migliore in ogni tempo. Questo ci svela il tema forse più importante da considerare, che è innanzitutto un tema di cultura: lo sguardo sulla conciliazione lavoro famiglia come una questione che deve svincolarsi ancora molto dall’ambito del “femminile”, forse proprio in uno sforzo di andare al di là del “semplice” dato oggettivo.

Si tratta di una precisa svolta culturale, che forse è possibile a partire da due paradigmi di pensiero che, riletti anche in ottica aziendale, potrebbero essere integrati nella ri-definizione di futuri modelli di lavoro, maschili e femminili insieme: quello di Mariolina Ceriotti Migliarese, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta e quello di Fabrice Hadjadj, filosofo. In queste due riflessioni è, forse, possibile iniziare a parlare di quella conciliazione lavoro famiglia iniziando a chiamarla con il suo vero nome: ri-conciliazione lavoro famiglia.

2. “Scomparsa del materno”: donne alla ricerca di un nuovo equilibrio

Mariolina Ceriotti Migliarese analizza la questione dell’identità del femminile innanzitutto in rapporto al maschile. In questa ottica, generare è diverso dal riprodursi, perché la scoperta di sé è innanzitutto la scoperta di un corpo, esperienza che, specialmente con la maternità, sviluppa sempre di più le capacità di accoglienza, immaginazione, prendersi cura1.

Oggi siamo, però, sempre più di fronte ad una “scomparsa delle madri” (ndr. i numeri sulla natalità di cui parlavamo all’inizio) che va di pari passo con la rivendicazione di una presenza femminile nel mondo del lavoro (ndr. un dato da confrontare con i numeri sulla conciliazione lavoro famiglia)2. A scomparire non è la “mamma”, identificata con un compito o un ruolo, ma la “madre”, portatrice di valore, di “quella particolare attitudine verso l’umano” che è innanzitutto accoglienza, compassione, attenzione al bisogno, protezione, cura3.

Con la scomparsa delle madri viene meno lo spazio per l’altro (accogliere), che riletto nell’ottica del lavoro è uno spazio alla collaborazione. Con la scomparsa delle madri viene meno lo sguardo sull’altro (immaginare), che riletto nell’ottica del lavoro è uno sguardo sulla creatività che nasce dall’accoglienza del limite di ciascuno. Con la scomparsa delle madri viene meno il bene dell’altro (prendersi cura), quel bene comune che può essere rappresentato dalla convinzione di mettere la persona al centro nelle aziende perché possa essere fonte di benessere sia per i dipendenti che per le organizzazioni4.

Nella maternità, la donna si trova a gestire un cambiamento caratterizzato da un doppio movimento: accogliere la novità (che è sempre imprevista) e accettare la responsabilità (a partire da ciò che si è, ovviamente con limiti e fragilità). In questo doppio movimento c’è quello sforzo di equilibrio che svela anche tutte le possibili derive del materno; quelle derive che fanno della madre una “generatrice di vita in trappola mortale”: l’accoglienza si trasforma, così, in appropriazione, l’immaginazione in controllo, il prendersi cura in debito5.

È la deriva delle donne equilibriste. Quelle che cercano di barcamenarsi come possono tra lavoro e famiglia6. Quelle che potrebbero essere il frutto di ciò che Mariolina Ceriotti Migliarese chiama “l’altra faccia della medaglia”: quella per cui dietro ai tentativi di valorizzazione del femminile si nasconde una perdita del valore del femminile, che è sia banalizzazione che indifferenziazione, sia ignoranza di sé da parte delle donne che incompetenza a capire veramente le donne da parte degli uomini. Il tutto aggravato da una confusione sulle parole, che mette uguaglianza e differenza sullo stesso piano, mentre la vera lotta per lo stesso valore nella vita e nelle relazioni dovrebbe essere giocata dalle donne proprio all’interno della differenza.

Queste donne, “portatrici del senso della ritmicità della vita”, portano avanti una battaglia, quella per la conciliazione lavoro famiglia, che non è solo una “loro” battaglia. Queste donne sono quelle che nell’ambiente professionale vivono la propensione a lavorare secondo relazioni non gerarchiche e con una certa concretezza nella progettualità, e, che da madri, sperimentano un cambiamento di priorità che spesso genera senso di colpa e le porta a vivere la maternità come sottrattiva anziché trasformativa7.

Il tema non è tanto quante donne lavorano e quante no, ma quello che le donne possono portare al mondo del lavoro in quanto donne e/o madri8. Se scompaiono le madri, e se quindi con esse viene meno l’identità – che nel caso del femminile è un’identità a doppia voce, erotica e materna insieme, un’identità che si sperimenta anche e soprattutto nella differenza – che ne sarà del lavoro del futuro?9 Una questione, questa, che potrebbe anche essere posta diversamente: se, con le madri, sono anche i padri a scomparire, che ne sarà del lavoro del futuro?

3. La riscoperta della differenza: il padre in famiglia

La questione identitaria, tanto in relazione al femminile quanto al maschile, che nasce da una differenza, analizzata nei contesti lavorativi, porterebbe a parlare non solo di skills che si attivano con la maternità, ma di parental skill.

Siamo partiti, con Mariolina Migliarese, dal simbolismo racchiuso nella parola “madre”; ma qual è quello che possiamo rintracciare nella parola padre? Il tema identitario che nella riflessione di Ceriotti Migliarese passa dalla relazione e dalla differenza, in Fabrice Hadjadi passa dalla riscoperta della sessualità come commisurazione dei sessi. In questa ottica, generare in un altro è diverso dal generare in sé, e la scoperta di sé è esperienza specifica del toccare, che con l’unione di uomo e donna si sviluppa sia in uno spazio di raccoglimento che ti predispone a rivolgerti meglio verso l’esterno, sia in una varietà che è propria solo dell’unità, sia uno sguardo limpido per vedere ricchezze sempre presenti10. Già la riflessione di Ceriotti Migliarese aveva sgombrato il campo da ogni fraintendimento: pensare alla maternità, senza una paternità, non è possibile; ma nel contributo di Fabrice Hadjadj abbiamo l’aggiunta di un nuovo elemento: il rapporto con la tecnologia, che ci riporta al tema più specifico del lavoro e quella ri-conciliazione tra lavoro e famiglia di cui parlavamo all’inizio.

Il problema vero è diventare padre nell’età della tecnologia, quella tecnologia che modifica i comportamenti con la società e nei confronti della famiglia. Se a cambiare è il modo di funzionare degli oggetti, che diviene la nostra maniera d’essere, se a cambiare è il nostro rapporto con il mondo, in cui tutto è guidato dal modello “risultato-effetto”, se cambia il ritmo della vita e il senso del tempo, allora cambia anche la nostra umanità. In questo contesto l’uomo continua ad essere padre, ma, ad esempio, può scegliere se conoscere o meno la condizione del feto prima della nascita e anche cosa farne… Generare non è più lo straordinario, ma qualcosa di cui si conosce ormai quasi tutto. La questione nuova di fronte alla quale ci troviamo non più quella di nascere o di generare, ma di rimanere umani.

La critica di Hadjadj alla tecnologia, che va contro la tecnica, è la critica a quel progresso tecnologico che produce una regressione tecnica, che si riverbera innanzitutto sulla famiglia: noi creiamo i robot perché non crediamo più nell’uomo. Al contrario, la vera avventura della vità è proprio la paternità.

Il padre di famiglia è l’avventuriero dei tempi moderni, di cui parlava Peguy11. Il padre di famiglia è più grande dell’eroe, secondo Star Wars. Perfino la storia di Harry Potter non sarebbe la stessa senza uno sguardo sulla paternità. La grande avventura del padre nei confronti del figlio è l’avventura di chi si rende conto di essere “sorpassato”, in una trasmissione della vita che dice di un buono e di un bello ancor di più delle sfide dell’educazione e della tecnica. Passare del tempo con i propri figli, al di là degli impegni di lavoro, è segno di una vita che si rinnova di generazione in generazione. Quella che fa sì che un padre sia sempre anche un figlio, quella per cui l’avvenire ri-avviene proprio attraverso la generazione. È a partire da questa avventura che ha senso l’avventura della società: quella che fa di un uomo, attraverso la sua virilità, la sua famiglia, i suoi amici, i suoi colleghi, i suoi dipendenti, un uomo. È la vita che garantisce l’umanità e che, per chi crede in Dio, è eterna12. È questo il senso del “donare la vita”: quello di rimanere umani.

Ecco perché oggi è il tempo dei padri che va riscoperto13, dei “nuovi padri”, quelli che abbandonata l’autorità guardano all’autorevolezza e alla scelta di essere padri14, a quel qualcosa che “cade addosso”15. È il tempo di riscoprire il ruolo della paternità nei contesti aziendali quelli in cui i congedi di paternità, pur non essendo uguali per caratteristiche a quelli della maternità, non vengono utilizzati16. È il tempo di diffondere una cultura del paterno a partire dall’ambiente in cui si lavora, dove si sperimenta da padri, quello che per prima si vive nel tempo dei figli, nel tempo dedicato alla famiglia17.

Se riscopriamo il padre, nella sua speciale relazione con la madre, se riscopriamo il maschile nel suo essere tale in rapporto al femminile, possiamo sperimentare nuovi modelli di lavoro proprio a partire da questa relazione, che nasce innanzitutto in famiglia, e che può aiutare a ripensare il benessere in azienda. Solo il femminile, o solo il maschile, non basta per dire azienda.

Ma perché l’azienda dovrebbe intraprendere oggi proprio questa svolta culturale?

4. La possibile ri-conciliazione lavoro famiglia?

Forse di fronte alla scomparsa delle madri, quell’inverno demografico che sta sempre arrivando e mai finendo, dobbiamo riscoprire i padri che con le madri stanno scomparendo e la scomparsa di questa differenza nella vita della famiglia e dell’azienda.

Forse di fronte alla conciliazione lavoro famiglia, di cui si parla spesso in un’accezione negativa, come se si dovessero “conciliare” due ambiti in guerra tra loro, è tempo di parlare di ri-conciliazione lavoro famiglia. Di un ri-conciliare inteso come un “fare pace”, con le aspettative del lavoro da una parte e con i bisogni della famiglia dall’altra, innanzitutto di fronte al limite e alle scelte che si fanno, così da accogliere le conseguenze di ogni scelta come effetti di libertà e non come condanne. Un “fare pace” che è frutto di una dualità e non di un dualismo, di una maternità così come di una paternità. Un “fare pace” col fatto che la famiglia ha un impatto nella vita dell’azienda, un impatto frutto di tutte le relazioni che essa produce e che l’azienda non può far finta di non vedere18: «C’è un bellissimo circolo virtuoso fra famiglia e impresa: in famiglia si impara a vivere la relazione personale, il valore della persona, l’amore: tutte cose che servono per gestire l’impresa. Dall’impresa per la famiglia si imparano le tecniche, la professionalità, l’organizzazione e la capacità di “gestire”».

E se la ri-conciliazione lavoro famiglia da cui ri-partire fosse proprio questa?

Note

1 Cfr. Mariolina Ceriotti Migliarese, Erotica e materna. Viaggio nell’universo femminile, Ares, Milano 2015, pp. 26-29, 35-39, 59-75. Vale la pena sottolineare che la considerazione posta sul materno, non esaurisce la riflessione sul femminile: nell’immagine dell’erotico, che in questa sede non viene affrontato ma che è parte integrante di questa riflessione, non si escludono dal discorso le donne che non sono madri.

2 Questa rilettura è frutto di Mariolina Ceriotti Migliarese, Femminile e lavoro, Fondazione Marco Vigorelli, 2016. Video disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=H0MaWfPE2Ys.

3 Cfr. Erotica e materna, cit., p. 60.

4 Su questo tema, cfr. Fondazione Marco Vigorelli, Benessere dell’azienda e benessere del dipendente, Milano, 2015. Articolo disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/premiazione-2015-fmv/.

5 Cfr. Erotica e materna, cit., 71.

6 Cfr. Save the Children, Le equilibriste. La maternità in Italia, 2019. Report disponibile al link https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/le-equilibriste-la-maternita-italia_1.pdf.

7 Questa rilettura è frutto di Mariolina Ceriotti Migliarese, Femminile e lavoro, cit. e di Isabella Crespi, Padri che conciliano, Fondazione Marco Vigorelli, 2016. Questo ultimo video è disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=-vRGskFM_jk.

8 Se ne sono occupati, anche se dal punto di vista soprattutto neuropsicologico, gli studi che fanno capo a Maam e che hanno portato a delineare una serie di skill che si attivano con la maternità. Cfr. Andrea Vitullo, Riccarda Zezza, Maam. La maternità è un master che rende più forti uomini e donne, Rizzoli, Bur 2014.

9 Fondazione Marco Vigorelli, Decalogo sul futuro del lavoro, 2019. Articolo disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/decalogo-sul-futuro-del-lavoro/.

10 Cfr. Fabrice Hadjadj, La profondeur des sexes: pour une mystique de la chair, Éditions du Seuil, Paris 2008, trad. it. Mistica della carne. La profondità dei sessi, Medusa, Milano 2009, pp. 88-89.

11 Charles Peguy, Véronique. Dialogue de l’histoire et de l’âme charnelle, Gallimard, Paris 1972, trad. it. Da Véronique. Dialogo della storia e dell’anima carnale, Piemme, Casale Monferrato 2002, pp. 103-104.

12 Fabrice Hadjadj, Être homme, être père, 2016. Video disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=RcJiLrsEU9Y.

13 Fondazione Marco Vigorelli, Il tempo dei padri. Scenari contemporanei della paternità, 2017. Articolo disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/tempo-dei-padri-scenari-contemporanei-della-paternita/.

14 Cfr. Maurizio Quilici, Dall’autorità all’autorevolezza: una sfida per i padri di oggi, «Quaderni FMV Corporate Family Responsibility» 1/2018, pp. 29-39. Contributo disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/quaderni-fmv-corporate-family-responsibility/.

15 Fabrice Hadjadj, Qu’est-ce qu’une famille? suivi de La Trascendance en culottes, Salvador, Paris 2014, trad. it. Ma che cos’è una famiglia?, Ares, Milano 2015, p. 11 e Mariolina Ceriotti Migliarese, La famiglia imperfetta. Come trasformare ansie e problemi in sfide appassionanti, Ares, Milano 2010, p. 31.

16 Cfr. Francesca Lipari, Paternity leave: tra incentivi economici e di famiglia, «Quaderni FMV Corporate Family Responsibility» 1/2018, pp. 41-55. Contributo disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/quaderni-fmv-corporate-family-responsibility/.

17 Fondazione Marco Vigorelli, Fabrice Hadjadj e la conciliazione lavoro-famiglia, 2014. Video disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=Oj8oXWPG4oM.

18 Giacomo Vigorelli (a cura di), Corporate family responsibility: un approccio relazionale, «Quaderni FMV Corporate Family Responsibility», Supplemento al n. 3, Fondazione Marco Vigorelli, 2019. Contributo disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/quaderni-fmv-corporate-family-responsibility/.

19 Gaia Scacciavillani (a cura di), Marco Vigorelli, Ricordi di un guerriero, Fondazione Marco Vigorelli, 2013. La scheda del libro è disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/marco-ricordi-di-un-guerriero/.

Bibliografia

Rapporti, note di ricerca e documenti ufficiali

Istat,
2019 Conciliazione tra lavoro e famiglia. Anno 2018. Report disponibile al link https://www.istat.it/it/files/2019/11/Report-Conciliazione-lavoro-e-famiglia.pdf.

Istat
2019 Natalità e fecondità della popolazione residente. Anno 2018. Report disponibile al link https://www.istat.it/it/files/2019/11/Report_natalità_anno2018_def.pdf.

Istat
2019 Rapporto annuale. Report disponibile al link https://www.istat.it/it/archivio/230897.

PwC
2019 Women in Work Index. Report disponibile al link https://www.pwc.co.uk/services/economics-policy/insights/women-in-work-index.html.

UN Women
2019 Facts and Figures: Economic Empowerment. Articolo disponibile al link http://www.unwomen.org/en/what-we-do/economic-empowerment/facts-and-figures.

Parlamento Europeo
2019 Direttiva sull’Equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza del 20.6.2019 pubblicata il 12.7.2019 sulla Gazzetta Ufficiale. Direttiva disponibile al link https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1563454257354&uri=CELEX:32019L1158.

World Economic Forum
2019 The Global Gender Gap Report 2018. Report disponibile al sito http://www3.weforum.org/docs/WEF_GGGR_2018.pdf.

UE
2019 Report on equality between women and men in the EU. Report disponibile al sito https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/aid_development_cooperation_fundamental_rights/annual_report_ge_2019_en.pdf.

Osservatorio JobPricing e Spring Professional
2019 Gender Gap Report. Mercato del lavoro, retribuzioni e differenze di genere in Italia. Report disponibile al sito https://www.jobpricing.it/blog/project/gender-gap-2019/.

Save the Children
2019 Le equilibriste. La maternità in Italia. Report disponibile al sito https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/le-equilibriste-la-maternita-italia_1.pdf.

McKinsey
2019 Women in the Workplace Report disponibile al sito https://womenintheworkplace.com.

Dati di statistica generale

– Index Mundi (https://www.indexmundi.com/).

– Eurostat (https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Main_Page).

– Eurofound (https://www.eurofound.europa.eu/it/data/european-quality-of-life-survey).

Video

Fondazione Marco Vigorelli

2014 Fabrice Hadjadj e la conciliazione lavoro-famiglia. Video disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=Oj8oXWPG4oM.

2016 Isabella Crespi, Padri che conciliano. Video disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=-vRGskFM_jk.

2016 Mariolina Ceriotti Migliarese, Femminile e lavoro. Video disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=H0MaWfPE2Ys.

2019 Gestione del cambiamento, in lavorazione.

Fabrice Hadjadj

2016 Être homme, être père. Video disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=RcJiLrsEU9Y.

Testi e studi

Mariolina Ceriotti Migliarese
– 2010 La famiglia imperfetta. Come trasformare ansie e problemi in sfide appassionanti, Ares, Milano.
– 2012 La coppia imperfetta. E se anche i difetti fossero un ingrediente dell’amore?, Ares, Milano.
– 2015 Erotica e materna. Viaggio nell’universo femminile, Ares, Milano.
– 2017 Maschi. Forza, eros, tenerezza, Ares, Milano.

Fabrice Hadjadj
– 2008 La profondeur des sexes: pour une mystique de la chair, Éditions du Seuil, Paris (trad. it. Mistica della carne. La profondità dei sessi, Medusa, Milano 2009).
– 2014 Qu’est-ce qu’une famille? suivi de La Trascendance en culottes, Salvador, Paris (trad. it. Ma che cos’è una famiglia?, Ares, Milano 2015).
– 2017 Dernières nouvelles de l’homme (et de la femme aussi), Tallandier, Paris (trad. it. Ultime notizie dall’uomo e dalla donna. Cronache di una fine annunciata, Ares, Milano 2018).

Fondazione Marco Vigorelli
– 2008 Guglielmo Faldetta, Corporate family responsibility e work-life balance, Franco Angeli, Milano.
– 2009 Roberto Sorrenti, Lisa Bonaduce, L’impresa flessibile & familiarmente responsabile tra sostenibilità e competitività aziendale, Consorzio ELIS-Fondazione Marco Vigorelli, Roma-Milano.
– 2010 Nuria Chinchilla, Maruja Moragas, Artefici del nostro destino. Realizzare se stessi tra lavoro e famiglia, Fausto Lupetti Editore, Milano.

Charles Peguy
1972 Véronique. Dialogue de l’histoire et de l’âme charnelle, Gallimard, Paris, trad. it. Da Véronique. Dialogo della storia e dell’anima carnale, Piemme, Casale Monferrato 2002.

Andrea Vitullo, Riccarda Zezza
2014 Maam. La maternità è un master che rende più forti uomini e donne, Rizzoli, Bur.

Riviste

Isabella Crespi (a cura di)
2018 Padri che conciliano, «Quaderni FMV Corporate Family Responsibility», n. 1, Fondazione Marco Vigorelli. Quaderno disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/quaderni-fmv-corporate-family-responsibility/.

Franca Maino (a cura di)
2018 Lavoro e lavoratori/trici “smart”, «Quaderni FMV Corporate Family Responsibility», n. 2, Fondazione Marco Vigorelli. Quaderno disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/quaderni-fmv-corporate-family-responsibility/.

Giacomo Vigorelli (a cura di)
2019 Valutazione delle Best Practices di conciliazione lavoro famiglia, «Quaderni FMV Corporate Family Responsibility», n. 3, Fondazione Marco Vigorelli. Quaderno disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/quaderni-fmv-corporate-family-responsibility/.
2019 Corporate family responsibility: un approccio relazionale, «Quaderni FMV Corporate Family Responsibility», Supplemento al n. 3, Fondazione Marco Vigorelli. Quaderno disponibile al link https://www.marcovigorelli.org/quaderni-fmv-corporate-family-responsibility/.

Autore

  • Laureata in Filosofia, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Teoria e storia della storiografia filosofica. Dopo un master in Editoria e comunicazione, si è specializzata alla Sda Bocconi in un Percorso manager per il no profit. Per la Fondazione Marco Vigorelli coordina le attività di ricerca e formazione. Associate Certified Coach (ACC-ICF International), si occupa di attività di Corporate, Business e Life coaching. Tra le sue certificazioni, quelle di Assessor, Practitioner ed Educator di Intelligenza emotiva (Six Seconds).