L’esperienza di ENGIE EPS nella conciliazione vita e lavoro: il FamilyWorking

Intervista a Carlalberto Guglielminotti a cura di Sonia Vazzano

Come è possibile, in base alla vostra esperienza, conciliare esigenze aziendali e sostenibilità sociale?

Le esigenze aziendali e quelle di sostenibilità sociale non possono prendere direzioni opposte, devono essere in continuo dialogo. In ENGIE EPS ne siamo coscienti da sempre e per rispondere alle nuove sfide poste dalla pandemia ad aprile abbiamo ideato FamilyWorking, il nostro innovativo e lungimirante approccio al lavoro da remoto.

È un cambio di paradigma volto a favorire l’equilibrio tra lavoro e vita privata, che mette al centro la persona e la famiglia pensate come componenti sociali fondamentali. Il FamilyWorking nasce per superare le criticità del lockdown con l’obiettivo di gettare le basi di un modello permanente “oltre la pandemia”.

Alla base dell’iniziativa c’è la volontà di garantire ai nostri collaboratori la massima realizzazione personale, che in ENGIE EPS consideriamo prioritaria perché driver fondamentale di produttività e miglioramento delle prestazioni. La pandemia ci ha aiutato a capire che alcune regole consolidate dall’abitudine non andavano in questa direzione, abbiamo così deciso di innovare. L’aspetto centrale del FamilyWorking è sicuramente il superamento del luogo di lavoro come obbligatorio: andare in ufficio è ora un diritto, non più un obbligo, e l’abitazione è il nuovo centro abituale delle attività. Ognuno può scegliere in base alle proprie necessità e preferenze.

Questa nuova libertà di gestione e gli strumenti per implementarla non sono solo utili ad aumentare il benessere delle persone, ma anche fondamentali per la sostenibilità sociale. Nel periodo più duro del lockdown, con i figli a casa da seguire nel contesto della didattica a distanza, il FamilyWorking è stato certamente un grande aiuto e ha fatto sì che in ENGIE EPS non sia accaduto quello che in altri contesti ha costretto molti all’abbondono della carriera, per l’impossibilità di coniugare in casa, nel medesimo spazio, vita privata, educazione dei figli e lavoro.

La nostra innovazione ha la missione di evitare che la famiglia, la quale è un’incredibile risorsa di valore, diventi un impedimento alla partecipazione delle persone al mondo del lavoro. Penso in particolare al lavoro delle donne, sulle quali spesso ancora oggi ricadono i maggiori oneri famigliari. La quantità senza precedenti di tempo trascorso dai genitori (spesso le madri) a casa con i bambini deve essere un’opportunità, non una costrizione.

Il virus ci ha cambiato nella quotidianità, nelle priorità e ovviamente ha modificato anche il modo in cui guardiamo al lavoro rispetto a tutte le altre componenti della nostra vita. Se prima il business era al primo posto, oggi siamo di fronte ad una situazione diversa, in cui la salute torna ad avere la priorità: la nostra azienda vuole difendere anche la salute delle persone.

Le aziende si devono adattare a questo stato delle cose e immaginare in prima persona il futuro del lavoro, senza egoismi, guardando ai collaboratori, nella loro totalità, come portatori di relazioni sociali e familiari che vanno rispettate. Sono le aziende a dover trovare vie nuove e idee di cambiamento, che senza ombra di dubbio nasceranno per rimanere.

Quali sono i progetti che ENGIE EPS ha implementato sui temi della conciliazione famiglia-lavoro che incrociano anche l’ambito della sostenibilità sociale?

FamilyWorking, questa nostra nuova concezione del lavoro da remoto, non ha una sola faccia ma è pensato come una piattaforma sulla quale si implementano diverse azioni: questo aspetto assume un valore cardine, permettendoci di evitare il disordine delle iniziative sovrapposte.

Per realizzare compiutamente il FamilyWorking, ed evitare che rimanesse innovativo solo nella teoria, abbiamo creato una carta dei diritti che devono essere rispettati. Innanzitutto, il diritto alla tecnologia: l’azienda fornisce direttamente a casa dei collaboratori le attrezzatture di cui hanno bisogno ‒ uno schermo HD, una dock station, una webcam HD, una sedia ergonomica ‒ e i necessari accorgimenti per favorire la creazione di un home office sano.

Altro aspetto fondamentale del FamilyWorking è il diritto al riposo, che si concretizza nella prescrizione di interrompere l’invio di mail e instant messaging ai colleghi dopo le ore 20:00, quando sul pc appare un pop-up che lo ricorda. Home-working non può diventare always-working.

Sosteniamo anche il diritto alla famiglia e stiamo facendo di tutto per realizzarlo. In particolare abbiamo previsto che le interazioni lavorative tra i colleghi si sviluppino solo attraverso videochiamate dalla propria postazione di lavoro. Un collega può non rispondere perché sta dedicando tempo alla famiglia o alla sua sfera personale e l’azienda deve rispettare questi spazi. A questo diritto si unisce l’impegno attivo dell’azienda per la tutela dell’equilibrio del nucleo familiare e del benessere dei bambini, in questa situazione di forte stress.

I dipendenti di ENGIE EPS ed i loro famigliari possono gratuitamente seguire webinar pedagogici settimanali e richiedere colloqui individuali con una pedagogista grazie alla partnership con il nido-scuola per l’infanzia la Locomotiva di Momo, un’eccellenza educativa a Milano da 25 anni, ispirata al Reggio Approach.

Per difendere l’occupazione in generale, soprattutto quella femminile, è poi offerto uno strumento di flessibilità molto innovativo che prevede che i lavoratori con particolari esigenze famigliari abbiano il diritto di ridurre temporaneamente l’orario di lavoro, dichiarando in anticipo il numero di ore mensili in cui sono in grado di operare.

In questo modo i nostri collaboratori possono continuare a creare valore e nel contempo occuparsi dell’attuale situazione, senza precedenti e particolarmente grave, che impedisce ai figli di andare a scuola e a chi necessita di cure particolari di poterle ottenere. La compensazione mensile viene adeguata automaticamente e proporzionalmente e questo accordo rappresenta di fatto uno schema part-time flessibile e su richiesta, modificabile mensilmente. Di questa innovazione siamo particolarmente orgogliosi.

Completa il quadro l’attenzione al benessere della persona, considerata a tutto tondo e quindi anche in aspetti che siamo abituati a ritenere extra lavorativi come l’attività fisica, che sosteniamo grazie alla collaborazione con PhysioTechLab, fondato dall’atleta paralimpico Fabrizio Macchi, che offre corsi di fitness e consigli posturali per via telematica.

Che cosa significa per voi sostenibilità e quanto questo tema rientra nella vostra vision aziendale?

La nostra azienda nasce da due spin-off dei Politecnici di Torino e di Milano e dal 2013 impiega il suo patrimonio tecnologico nel settore dell’energia ed in particolare dei sistemi d’accumulo, ambito che rappresenta una risorsa fondamentale per la sostenibilità ambientale e la transizione energetica e nel quale ci posizioniamo oggi tra i player più importanti. ENGIE EPS è da sempre convinta che un’energia rinnovabile affidabile e conveniente sia la forza trainante per lo sviluppo tecnologico e sociale.

Abbiamo cominciato ad operare in luoghi remoti dell’Africa e dell’Asia, dove le risorse rinnovabili e le batterie erano l’unica soluzione per fornire elettricità in maniera stabile ed economica a chi non poteva averla in altro modo, in luoghi dove la rete elettrica non poteva arrivare. Progressivamente abbiamo esteso il nostro raggio d’azione riuscendo a portare le nostre soluzioni ad una platea sempre più ampia di persone. Oggi le nostre tecnologie sono competitive in tutto il mondo e in tutti i contesti; ultimamente stiamo lavorando molto negli Stati Uniti su grandi impianti d’accumulo e continuiamo ad operare per accelerare su scala globale la transizione verso energie rinnovabili e sostenibili.

La nostra idea di sostenibilità è un’idea pratica e attiva: è la voglia di cambiare il mondo significativamente per renderlo ogni giorno migliore di come l’abbiamo trovato. Questa visione è alla base anche della nostra ultima scommessa, che ci ha consentito lo scorso anno di entrare in un settore nuovo come quello dell’eMobility, mantenendo gli stessi obiettivi di sempre, ossia rendere disponibile attraverso soluzioni tecnologiche innovative quello che prima era precluso a molti.

Il nostro impegno ambientale è riconosciuto anche dal World Economic Forum che a marzo mi ha nominato Young Global Leader 2020 per l’impegno nel promuovere la sostenibilità attraverso la tecnologia, con l’obiettivo di trasformare le fonti rinnovabili in energia disponibile 24 ore su 24, economica ed accessibile a tutti.

L’impegno di ENGIE EPS non si limita però al nostro business e alla sostenibilità ambientale; da anni infatti siamo sostenitori della Fondazione Theodora Onlus, che grazie ai Dottor Sogni porta un sorriso e momenti di serenità ai bambini costretti in ospedale, offrendo anche a loro il diritto alla leggerezza che dovrebbe essere proprio di tutte le infanzie.

Quali scenari futuri ha davanti a sé ENGIE EPS a partire dall’esperienza del Covid-19 in tema di conciliazione famiglia-lavoro?

Il FamilyWorking, come già ricordato, è permanente: è un’innovazione, non un rimedio temporaneo dovuto alla situazione di crisi in cui ci troviamo. Questo significa che il luogo naturale di lavoro dei collaboratori di ENGIE EPS, anche quando sarà finita l’emergenza, continuerà a essere l’abitazione e l’andare in ufficio continuerà a essere un diritto, non un dovere. I nostri collaboratori potranno quindi continuare a godere di tutti i cinque diritti che formano il FamilyWorking. Con questa mission verrà dunque conservata la possibilità di scegliere un orario lavorativo a misura dei propri impegni famigliari, sino, se necessario, alla definizione di uno schema part-time flessibile e su richiesta modificabile mensilmente.

La decisione di rendere permanente il FamilyWorking nasce dal desiderio di evitare sempre che il rapporto tra lavoro e famiglia diventi problematico.

Continueremo a chiedere ai colleghi le impressioni sul FamilyWorking; solo attraverso il dialogo potremo continuare a porre la loro realizzazione personale al centro del nostro programma, con tutti i vantaggi, famigliari e di business, che questo approccio genera.

Sappiamo che rimane ancora molto da fare: lo realizzeremo insieme con un costante dialogo tra l’azienda e i collaboratori.

Autore

  • 37 anni, è Amministratore Delegato e Direttore Generale di ENGIE EPS. In meno di 6 anni ha raccolto oltre 100 milioni di euro tra capitale di rischio e di debito e ha trasformato ENGIE EPS in un player globale con oltre 700 MWh installati e in sviluppo e 50.000 unità di ricarica per i veicoli elettrici in corso di produzione, con l’obiettivo di aumentare l’accesso all’energia sostenibile attraverso lo stoccaggio di energia e la mobilità elettrica. Per i suoi successi nel settore industriale, il suo impegno nel promuovere la sostenibilità attraverso la tecnologia, nel marzo del 2020 Guglielminotti è stato nominato Young Global Leader dal World Economic Forum, e siede nel Consiglio di Amministrazione e nel Comitato Strategie di Prima Industrie. È inoltre Ambasciatore della Fondazione Theodora Onlus, membro del consiglio dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), Presidente dell’advisory company del fondo di investimento 360 Capital Partners e Segretario Generale della Fondazione Ciolina. Ex atleta, Guglielminotti ama il trail running, lo sci e l’alpinismo, ma la sua passione principale è la sua famiglia, che ha “co-fondato” con la moglie Claudia, con tre aggiunte recenti al team: Tommaso nel 2015, Edoardo nel 2016 e la nuova arrivata del 2020, Vittoria.

  • Laureata in Filosofia, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Teoria e storia della storiografia filosofica. Dopo un master in Editoria e comunicazione, si è specializzata alla Sda Bocconi in un Percorso manager per il no profit. Per la Fondazione Marco Vigorelli coordina le attività di ricerca e formazione. Associate Certified Coach (ACC-ICF International), si occupa di attività di Corporate, Business e Life coaching. Tra le sue certificazioni, quelle di Assessor, Practitioner ed Educator di Intelligenza emotiva (Six Seconds).